Il video nasce dall’idea di attraversare un paesaggio di oggetti, immagini e tracce sospese nel tempo. Un archivio che non viene osservato come semplice raccolta, ma come spazio vivo, capace di custodire memorie, visioni e possibilità narrative. Gli elementi si animano, instaurano relazioni, si cercano e si rispondono, trasformandosi in presenze attive all’interno della scena.
Alcuni segni ritornano come simboli che accompagnano il racconto. Il treno attraversa lo spazio come metafora di traiettoria e tempo in movimento, mentre il gesto di tracciare un perimetro richiama l’origine dell’atto progettuale: definire uno spazio, costruire una scena, immaginare un campo di relazioni.
La luce e gli elementi naturali intervengono come forze mutevoli, capaci di modificare continuamente la percezione degli ambienti e degli oggetti, generando atmosfere sempre diverse.
Girato negli spazi dell’Emporio di Assisi, il video trasforma l’archivio di oltre diciottomila pezzi di modernariato in un ambiente narrativo e sensibile, dove ogni oggetto diventa frammento di una storia possibile.